
Situato nell' ultima zona verde della Brianza orientale a ridosso della metropoli milanese, il Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone crea un paesaggio tutto particolare, irregolare e per questo interessante.
Non si tratta di un' intera riserva naturale ma di un' area di 2350 ettari di terreno dove insediamenti umani tradizionali, agricoli e industriali, zone archologiche e monumenti architettonici di grande valore, sono parte integrante del parco.
L' istituzione del parco, nel 1983, ha reso possibile la valorizzazione e la conservazione di questa eccezione della Brianza urabanizzata che per diversi motivi vale la pena di visitare.
Il parco � per la sua maggior parte ricoperto da bosco. Vi vivono 26 specie di mammiferi tra cui diverse specie di pipistrelli.
Boschi e spazi aperti sono ricchi di fiori molto pregiati e talvolta difficili da trovare: sono state contate 800 specie di piante erbacee e legnose.
Degni di nota sono i tre habitat naturali del parco: le sorgenti petrificanti, i prati magri, i boschi igrofili considerati di interesse prioritario perch� la loro esistenza � particolarmente minacciata.
I tre habitat, come alcune specie di animali e di vegetali sono stati presi in considerazione dall' Unione europea che dal 1995 si sta muovendo per assicurare loro sopravvivenza e conservazione, proponendo il riconoscimento di un' area interna al parco di interesse comunitario, con l' obbiettivo di conservare la ricchezza biologica e ecosistemica del nostro continente.
Viste le difficolt� della Cominit� europea a portere a termine il progetto in tempi brevi, lo Stato italiano ha preso atto dei siti comunitari e si sta occupando di valutare l' incidenza su questi habitat di possibili trsformazioni nella zona.
Sono presenti nel parco anche edifici religiosi tra cui spicca il santuario della Beata Vergine del Carmelo che si erge sul punto pi� alto della collina di Montevecchia e per questa sua collocazione � stato il simbolo e il punto di riferimento orientativo e religioso per gli abitanti della zona.
Un tempo centro di intensa attivit� agricola, il parco custodisce molte cascine il cui tipo piu comune � quello a due piani: al piano terra la stalla e al piano superiore il fienile. Erano queste le dimore dei contadini che lavoravano le terre che ora appartengono al parco.
Declinata l' attivit� agricola gli edifici rurali rimangono intatti e sono conservati come patrimonio storico e culturale per testimoniare la vita contadina che si svolgeva nella zona.
Una di queste cascine ospita il Centro parco, si tratta del cascinale di C� del soldato che ha preso il nome da un' antica leggenda: un soldato dell' esercito di napoleone diretto in Russia rimase folgorato dallo splendido paesaggio che gli si figurava davanti e non esit� ad abbandonare la sua missione per goderne quotidianamente decidendo di abitare il cascinale che da lui prese il nome. Di leggenda si tratta poich� documenti storici dimostrano l' impossibilit� del' evento.
La cascina ospita un piccolo museo del parco dove � possibile conoscere la fauna e gli habitat piu caratterizzanti del parco. E' inoltre attrezzata per accogliere i visitatori che qui possono riposarsi e rifocillarsi.
Il parco offre ai suoi visitatori percorsi agevoli che attraversano tutto il parco. Si tratta di undici sentieri di tutti i tipi: avventurosi e rilassanti, lunghi e brevi, che vogliono soddisfare le esigenze di ogni visitatore. Per chi f� fatica a scegliere un percorso particolare perch� trova qualcosa di interessante in ognuno, � stato creato un percorso ad anello che unisce tutti i tratti pi� significativi e caratteristici di ogni sentiero ed � percorribile in 6 ore.�

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