Chiunque nella sua vita ne ha sentito parlare, quasi tutti lo hanno visto, qualcuno c'è l'ha in casa, i divi di Holliwood se lo fanno spedire, e Donatello, Michelangelo, Canova, Moore lo hanno lavorato. Qui parliamo del Marmo di Carrara o meglio delle sue Cave. Non ci si pensa, ma questo è un luogo che bisogna assolutamente vedere. La sensazione è quella di monti che brillano di bianco come ricoperti di neve al sole, enormi blocchi di marmo, una indicibile maestosità.
Il mondo del marmo non è soltanto l’estrazione o la lavorazione di una pietra, ma la storia di un territorio e della sua popolazione che del marmo stesso, da sempre, sono sinonimi. Le Guide turistiche dell’associazione “il Tau” risponderanno a chi si chiede: “ma….Michelangelo, come faceva…?” un passaggio nei laboratori di scultura dove ancora oggi si usano i metodi di Nicola Pisano e di Canova, là dove la polvere e le schegge di marmo si accumulano ai piedi del blocco che prende forma e si nobilita grazie a “l’arte del levare”. Scoprire come e dove si producono i pavimenti delle regge o degli alberghi di lusso, chi ha realizzato il Taj Mahal o Le Grand Arc.
Infine, botteghe artigiane del ‘300, il Duomo ed il Castello Malaspina del IX secolo, i palazzi barocchi e le case e le fontane e le strade e le mura cittadine, tutte rigorosamente edificate con l’unico materiale disponibile: il marmo. Forma e materia, lusso e necessità, questa è la Carrara ancora per poco sconosciuta.
Inoltre la vicina Colonnata ci permette di scoprire il famoso lardo, riconosciuto IGP, di vedere “come” si produce e capire “perché” si fa maturare lungamente nel marmo. Scopriamo il “miracolo” che lo ha reso famoso e, chiaramente, si conglude con una degustazione.
Per capire meglio questi posti è sembrato meglio scegliere le case di chi lì vive. I bed and breakfast si trovano sia nell'area del centro storico che nelle frazioni ai piedi delle cave. I ragazzi di 12-14 anni, che iniziano a preferire gli amici ai viaggi in famiglia, qui rimangono stupiti e affascinati dalla potenza che si respira, dall'inusuale scenario della materia e dell'uomo che la trasforma.
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