Chiamato fino al 1984 Alto Volta, il Burkina Faso è un paese sahariano e continentale, situato nel cuore dell’Africa occidentale, privo di sbocchi sul mare. Ha una superficie di 274.000 Km2. E’ situato all’interno dell’ansa formata del corso del fiume Niger. Non ci sono rilievi montagnosi importanti e il paese è fondamentalmente un grande pianura. I corsi d’acqua si riallacciano a tre fiumi importanti: il Volta, il Comoé e il Niger. La maggior parte dei fiumi sono temporanei e restano in secca da novembre a maggio-giugno, ovvero nella stagione secca, mentre si riempiono nella stagione delle piogge che va da giugno-luglio a ottobre.

La cultura
Il Burkina Faso, terra di uomini integerrimi, si visita come in una favola, una leggenda immersa nei riti, nelle tradizioni e in luoghi meravigliosi. Vi coabitano una moltitudine di etnie, religioni, costumi, artigianato. Chiunque vi si rechi potrà sperimentare la leggendaria ospitalità.In Burkina Faso ci sono più di 60 gruppi etnici con caratteristiche sociali e culturali diverse, anche se tutti ci tengono a definirsi burkinabé. I gruppi principali sono i Bobo, che vivono nella zona della città di Bobo-Dioulasso, i Fulani, i Lobi e i Sénufo, ma il gruppo nettamente dominante è costituito dai Mossi (di cui vediamo nell'mmagini qui sotto un villaggio). I Mossi discendono da un impero regale e l'imperatore, o moro-naba, ha un ruolo importante e grande influenza sociale. Alcuni discendenti dei Mossi sono musulmani, ma il Burkina Faso è uno dei pochi paesi dell'Africa occidentale a maggioranza non musulmana, dove gran parte della popolazione segue ancora le credenze animiste tradizionali.
Ogni gruppo etnico ha la propria arte, tuttavia le tradizioni artistiche dei Mossi, dei Bobo e dei Lobi sono le più famose. I Mossi sono noti per le loro maschere di antilope incredibilmente alte (più di 2 m) e dipinte di rosso o bianco. Queste maschere vengono indossate durante i funerali e i lavori di raccolta e conservazione di alcuni frutti. Le maschere dei Bobo sono invece a forma di grandi farfalle, dipinte a strisce rosse, bianche e nere, usate per invocare la divinità Do nelle cerimonie della fertilità. I Bobo in realtà dispongono di tantissime maschere dai tratti animaleschi, ma quelle a forma di farfalla sono le uniche indossate da tutti. La tradizione dei Lobi è tra le più vive dell'Africa, compresi i riti d'iniziazione dyoro per i giovani maschi. L'arte dei Lobi è molto rinomata: le incisioni in legno sono simboli a protezione della famiglia.
Il Burkina Faso ha avuto un ruolo trainante per la rinascita dell'arte e della cultura africane. La popolazione del Burkina Faso si distingue per dei tratti culturali precisi: l’ospitalità, l’umiltà, la lealtà, la gentilezza, il rispetto dei beni comuni, l’attaccamento al lavoro e il coraggio nelle avversità, l’amore per la patria. Questi tratti culturali sono venerati attraverso delle manifestazioni culturali quali racconti, canti, danze, letteratura ed arte, cerimonie sociali e religiose diverse; e hanno costruito la storia comune delle popolazioni assicurando una coesione sociale e un’armonia interetnica. La maggior parte dell’attività culturale si svolge quasi quotidianamente negli 8000 villaggi del paese, dove vive quasi il 90% della popolazione composta da agricoltori e allevatori. Anche le piccole città conoscono un’attività culturale intensa. Si tratta principalmente di attività di festeggiamento attraverso musica e danza, prima, durante o dopo le attività campestri, o di cerimonie sociali o religiose, quali nascite, funerali, iniziazioni, incoronazioni di capi tradizionali, ecc.
La storia

In Burkina Faso si trovano tracce di insediamenti umani fin dai periodi più remoti dell’antichità. In vari siti del territorio del paese sono stati rinvenuti reperti datati fino a 12000 anni a.C. A partire circa dall’anno 1000 a.C. varie ondate migratorie determinano l’insediamento di popolazioni appartenenti a molte diverse etnie. Non esistono molti documenti ma l’analisi delle tradizioni orali ha potuto determinare la loro storia. Si tratta sia di agricoltori che di pastori nomadi organizzati in sistemi sociali autonomi, spesso con un forte senso d’indipendenza. Il loro rapporto con le divinità della natura era molto forte e vivace. I rapporti tra le popolazioni erano assicurati dalle vie commerciali che attraversavano il paese. Gli scambi erano praticati attraverso il baratto. Gran parte del Burkina Faso è abitata dai discendenti dell'impero dei Mossi, fondato nel XV secolo da un gruppo di cavalieri provenienti dal vicino Ghana. Al contrario di altri paesi africani organizzati in un sistema non gerarchico di villaggi, l'amministrazione dell'impero fu sempre gerarchica: qui si dava al 'sangue blu' più importanza che a Windsor. Per proteggere il regno furono create assemblee legislative, strutture amministrative, incarichi ministeriali e una cavalleria che fronteggiò sempre l'avanzata dei vicini popoli musulmani. Questo spiega perché il Burkina Faso è ancor oggi uno dei pochi paesi dell'Africa occidentali non a prevalenza musulmana. La situazione in Alto Volta (si chiamava così allora) rimase relativamente stabile fino all'arrivo dei francesi nel 1897, che decisero di frazionare il paese. Parti dell'Alto Volta furono date al Mali, al Niger e alla Costa d'Avorio. La tratta degli abitanti del posto come schiavi nelle piantagioni francesi della vicina Costa d'Avorio fu infine la ciliegina sulla torta. Per 60 anni l'Alto Volta fu il cugino brutto e povero della Costa d'Avorio.
Verso la metà del XX secolo, l'Alto Volta fu tra i più decisi a chiedere l'indipendenza. Nel 1960 Maurice Yaméogo, un mossi, venne eletto come primo presidente del paese. Una serie di disastrose politiche economiche unite al lassismo nei confronti della corruzione portarono a rivolte e dimostrazioni popolari. Nel 1966, un colpo di stato militare rovesciò il governo di Yaméogo, accusato anche di essersi arricchito con i fondi pubblici. Il vuoto di potere che ne seguì portò a vent'anni di colpi di stato e contro colpi di stato, fino a quando il capitano Thomas Sankara, un giovane socialista di sinistra, prese il potere. Sankara riuscì a mantenersi indipendente dalle fazioni, con ottimo intuito cambiò il nome del paese in Burkina Faso (che significa 'paese dell'uomo onesto' o 'paese degli incorruttibili') e varò subito una serie di politiche socialiste radicali. In fretta e furia tutti i bambini furono vaccinati contro il morbillo e la febbre gialla, ogni villaggio rurale ebbe il proprio medico nativo, furono costruite più di 350 scuole, i privilegi e le spese esagerate dei ministri vennero ridotti, si cominciò a costruire una linea ferroviaria per il confine con il Niger. Questa politica nettamente socialista rese Sankara un eroe popolare, ma certo non gli portò l'appoggio delle classi alte. Quando poi decise di ridurre del 25% gli stipendi ministeriali anche i capi tribù cominciarono a temere che la loro tradizionale autorità fosse indebolita.
Anche i paesi occidentali non vedevano di buon occhio questa politica e rimproveravano a Sankara l'amicizia con Gheddafi, nonché la sua disinvoltura nel denunciare l'imperialismo occidentale. Inevitabilmente Sankara non durò a lungo: il suo principale collaboratore e consigliere, il capitano Blaise Compaoré, organizzò un colpo di stato che terminò con la fucilazione di Sankara poco fuori Ouagadougou. Compaoré (in carica dal 15.10.1987) ristabilì immediatamente lo status quo, aumentò nuovamente gli stipendi ministeriali ai livelli precedenti e tagliò i sussidi alimentari, misure che non fecero altro che enfatizzare un sentimento di malessere nella società burkinabé. I cittadini ricordano con nostalgia Sankara mentre gli Stati Uniti sono seccati per i buoni rapporti del Burkina Faso con la Liberia, accusata di sostenere con il traffico di diamanti la guerriglia che da dieci anni insanguina la vicina Sierra Leone. I burkinabé hanno un atteggiamento estremamente critico nei confronti di Compaoré dall'assassinio del giornalista Norbert Zongo, strenuo difensore dei diritti umani e della libertà di stampa, avvenuto il 13 dicembre 1998. Quattro anni dopo l'omicidio non sono stati ancora ascoltati i testimoni chiave e il governo è apertamente accusato di non voler arrivare alla soluzione, dal momento che uno dei personaggi coinvolti nella vicenda è François Compaoré, il fratello del presidente, e tra gli indiziati vi sono sei membri della guardia presidenziale.
Il governo del Burkina Faso ha riferito, il 7 ottobre 2003, di un colpo di stato sventato. Le indagini hanno portato all'arresto di alcuni militari, del leader dell'opposizione Norbert Tiendrébéogo e al sospetto del coinvolgimento della Costa d'Avorio e del Togo. Il presidente ivoriano ha respinto con sdegno ogni responsabilità e a sua volta ha riaccusato il presidente burkinabé di aver finanziato il colpo di stato che ha sconvolto la Costa d'Avorio nel settembre 2002 e la successiva ribellione nel nord del paese; il ministro della giustizia del Togo ha categoricamente negato qualunque partecipazione al complotto ma ha anche annunciato la formazione di un'apposita commissione d'inchiesta.
Ouagadougou
Ouagadougou (o Ouaga), la capitale del Burkina Faso, si trova esattamente nel centro del paese nel punto d'incontro di diversi itinerari commerciali tradizionali, ed è più una grande città di campagna che una megalopoli. Il centro si attraversa facilmente a piedi e non presenta molto da visitare in fatto di monumenti e palazzi; Ouagadougou è più che altro interessante per i suoi viali ombreggiati e per l'atmosfera rilassante e accogliente che vi si respira. Gli abitanti del Burkina Faso sono molto socievoli, sempre disposti a farsi due chiacchiere e due risate davanti a un caffè, e l'ospitalità è una delle caratteristiche principali della città. Al contrario di molte altre città del Sahel, Ouagadougou non è a maggioranza musulmana e possiede una vivace vita notturna, oltre a un numero ragionevole di internet bar che ne fanno un buon luogo per la connessione in rete.
Il modo migliore per girare Ouagadougou è passeggiare senza meta. La cattedrale, vicino al Palazzo Moro-Naba, è la chiesa più grande dell'Africa occidentale, e il Grand Marché del centro merita una visita, soprattutto per i banchi del secondo piano.
Il centro cittadino è chiuso in un triangolo delimitato a nord dalla stazione ferroviaria, a est dal palazzo presidenziale e a sud dalla cattedrale. L'Avenue de Nelson Mandela attraversa la metà settentrionale del triangolo e termina in un'ampia rotonda: la Place des Nations Unies, da cui si dipartono come raggi di una ruota gran parte delle strade principali. I ristoranti e gli alberghi sono sparsi uniformemente per tutto il triangolo centrale.
Banfora
La campagna circostante Banfora è tra i luoghi più interessanti del Burkina Faso, ideale per escursioni. Le cascate di Karfiguéla sono interessanti tutto l'anno, ma soprattutto durante la stagione delle piogge. Dopo aver visitato il resto del Burkina Faso, inesorabilmente arido, le cascate sono davvero quel che ci vuole. Ci sono problemi di bilharzia, quindi fare il bagno nei laghetti sotto le cascate può essere pericoloso ed è necessario postare con sé l'acqua da bere durante la stagione secca. I Dômes de Karfiguéla, una formazione simile a delle scarpate, sono un buon posto per le escursioni a piedi. Dieci chilometri oltre le scarpate, non lontano dalle cascate di Karfiguéla, si trova il Lago Tengréla che è un posto piacevole per fermarsi a riposare. I pescatori del villaggio accanto trasportano i turisti sulle loro piroghe a veder da vicino gli uccelli. Poco oltre il lago ci sono le formazioni rocciose di Sindou, simili a bizzarre sculture di pasta di pane, torri piantate nel terreno.

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