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Città dei sapori e paesi dipinti

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Tradizione vuole che quando i Greci sbarcarono in Calabria la chiamarono Enotria, ossia “terra del vino” e ancora oggi la bevanda di Bacco è tra i prodotti tipici di questa regione, insieme all’olio extra vergine d’oliva, il peperoncino piccante, il cedro, il bergamotto, la cipolla dolce e molti altri. Frugando nella miniera di informazioni che è il sito di Res Tipica, l’associazione creata dall’Anci insieme alle associazioni nazionali delle Città di identità, si può costruire un lungo percorso enogastronomico tra i borghi di Calabria: città del vino, città del castagno, città del pane, città del miele, città dell’olio, città dei sapori sparse in tutta la regione. E poi ci sono i “Paesi dipinti”. Castelsilano , a una sessantina di chilometri da Melissa, nella Sila Grande, è uno di questi. Le vie del paese, affacciato come una terrazza panoramica sulla Valle del Neto, ai confini tra le province di Crotone e Cosenza, sono un museo a cielo aperto della vita e della cultura contadina. Dieci murales realizzati dall’artista castelsilanese Francesco Candido raccontano la zappatura, la semina, la mietitura, la piantagione delle cipolle, il lavoro delle donne al telaio. Ricordano momenti tragici come la morte dell’asino, che era il perno dell’economia familiare, e momenti di festa come l’uccisione del maiale e la vendemmia (u vinnimare), che coinvolgevano per giorni l’intera famiglia, parenti e amici.

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