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La strada romantica... della sostenibilità

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In Piemonte c'è una "Strada romantica". Sale dal Roero all'Alta Langa, passando per le Langhe del Barbaresco e del Barolo. Si inoltra per oltre 100 chilometri tra le colline della provincia di Cuneo toccando undici borghi, undici tappe segnate da quinte informative, panchine e "alberi parlanti", alle cui foglie metalliche sono affidati scorci letterari e altri frammenti dello spirito dei luoghi. La Strada Romantica delle Langhe e del Roero è nata da un'idea del Gruppo di Azione Locale (GAL) Roero Alta Langa, uno dei tanti raggruppamenti pubblico-privati creati nell'ultimo decennio per promuovere lo sviluppo sociale, economico, culturale e ambientale dei territori rurali, secondo lo spirito di progettualità dal basso sostenuto dai programmi Leader dell'Unione Europea.

Una filosofia che qui è stata interpretata nello slogan "Coulture", che coniuga colture e culture, e ha ispirato il progetto della Strada come opportunità per le popolazioni locali di raccontarsi, guidando il visitatore in un percorso capace di fargli godere le stesse sensazioni che provano gli abitanti percorrendo le loro colline. Ogni tappa è progettata come una porta aperta sul territorio e propone un tema da approfondire per conoscere la storia e le tradizioni della gente di Langa. Si comincia con i biglietti da visita più famosi di queste terre: il tartufo, i castelli, il vino. A loro sono dedicate le tappe di Vezza d'Alba, Magliano Alfieri e Neive, uno dei Borghi più belli d'Italia.

Ma i protagonisti del racconto restano sempre gli uomini, quelli che da generazioni si tramandano i segreti del mestiere del trifolao, quelli dal cui rapporto millenario con la terra sono nate le etichette vinicole oggi famose, le antiche famiglie feudali che hanno disseminato il paesaggio di castelli come quello dove visse il giovane Vittorio Alfieri e che oggi ospita un Museo d'arti e tradizioni popolari. Poi la Strada porta oltre, a scoprire i prodotti e le storie "minori", quelle poco conosciute o dimenticate. I noccioleti e il bosco, che hanno segnato la cifra della vita e del lavoro degli uomini e delle donne di Benevello e di tanti borghi dell'Alta Langa. Gli antichi mestieri viandanti dei cartunè e dei cadreghè, il lunario dei contadini, i giochi del balon in piazza e delle carte nelle osterie, raccontati a Trezzo Tinella, Cissone, Murazzano, le leggende che animavano le veglie, tenute vive dalla compagnia Nostro Teatro di Sinio che il 14 agosto celebra la "Notte delle masche", rievocazione di gesta di streghe e fattucchiere. L'emigrazione, raccontata a Mombarcaro, dove protagonista è il mare e il Museo etnografico testimonia di un passato in cui le navi erano per molti il desiderio di partire verso nuove vite.

La guerra, al centro della narrazione a Treiso, dove le "Rocche dei Sette Fratelli" sono state ribattezzate "Rocche della Resistenza" in omaggio alla lotta partigiana e agli scritti fenogliani che la raccontano. Le piante spontanee, l'uso di quelle aromatiche e medicinali, in vetrina a Camerana, ultima tappa e porta per la Riserva delle sorgenti del Belbo.

Sul sito della Strada (www.stradaromantica.it) si trovano le proposte di viaggio degli operatori legati al GAL, come l'associazione Turismo in Langa (www.turismoinlanga.it) che organizza itinerari per singoli e gruppi e percorsi per le scuole, ma anche tutte le informazioni per percorrerla da soli, indicazioni su dove mangiare e dove dormire e mappe dettagliate delle singole tappe. Dal sito del GAL (www.langheroeroleader.it) si possono invece scaricare la guida completa, con l'itinerario, le indicazioni e i temi, e la cartina in pdf. Prima di partire può essere interessante dare un'occhiata anche agli eventi in programma, organizzati dall'associazione Strada Romantica, da Turismo in Langa e da altri. Nei prossimi giorni ci sono una "Cena con la Masca", a base di piatti tipici, leggende a tradizioni, alla Tenuta Carretta di Piobesi d'Alba (6 dicembre), e un appuntamento con Mosaico, la storia prende forma, visite narrate al Museo Civico di Alba per scoprire la storia dei ritrovamenti archeologici nelle Langhe (7 dicembre).
Piccoli motivi in più per visitare queste terre e per farlo ora: l'autunno qui è una stagione speciale.

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