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Lo dice un rapporto di Ernst & Young, che fornisce una panoramica incoraggiante sulle iniziative avviate in tutto il mondo per la sostenibilità ambientale del settore alberghiero
Mentre la sensibilità per le sorti dell’ambiente cresce su scala globale, anche per l’industria dell’ospitalità essere ecologicamente sostenibile diventa sempre più un imperativo di competitività, oltre che una scelta etica. Per ridurre le spese di gestione, adeguarsi alle nuove normative adottate da tanti Paesi e, soprattutto, andare incontro alle aspettative di una clientela sempre più attenta e incline a premiare le scelte “verdi”.
A confermare il trend, già in atto da alcuni anni, è uno studio realizzato nel 2008 dalla società di consulenza Ernst & Young. Il dato vale per i cinque continenti, nessuno è in controtendenza, anche se ognuno ha i suoi ambiti di eccellenza, i suoi problemi e i suoi primati.
L’Asia spicca per l’impegno di hotel e resort nella Responsabilità sociale d’impresa (CSR), i Caraibi per il maggior numero di alberghi certificati con il marchio internazionale “Green Globe”, l’Europa per la preferenza crescente data da agenzie e tour operator a strutture di ospitalità attente a ridurre la propria impronta ambientale.
La nuova culla dell’ecoturismo è invece l’America Latina, che si contende il primato con l’Oceania, mentre in Medio Oriente, e in particolare negli Emirati, si sperimentano città a emissioni e rifiuti zero! L’America del Nord è impegnata a sviluppare legislazioni e certificazioni a cui si collegano nuovi “brand” ecologici per lodge e alberghi.
Il rapporto non parla delle altre due “gambe” della sostenibilità, quella socio-culturale e quella economica, ma almeno una, quella ambientale, sembra davvero diventare ogni anno più solida. Speriamo che le altre due seguano.
Il rapporto completo è consultabile e scaricabile in Pdf su: www.ey.com/global/content.nsf/International/Real_Estate_Global_hospitality_insights

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