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Legambiente ha lanciato l'edizione 2009 di Nevediversa, iniziativa nata nell'ambito della "Carovana delle Alpi" per stimolare un approccio più sostenibile al turismo invernale in montagna.
Sulle Alpi la linea di affidabilità della neve, cioè la quota al di sopra della quale è mediamente assicurato un buon innevamento, è salita negli ultimi anni oltre i 1.500 metri. Questo dato, fornito da Legambiente il fine settimana scorso in occasione del lancio di "Nevediversa 2009", contiene una minaccia pesante per tutto il sistema alpino, già molto provato dal turismo dello sci.
Per farsi un’idea del peso di questa industria basta leggere il primo capitolo di "Ultima chiamata", il libro del giornalista inglese Leo Hickman sui costi delle nostre vacanze, uscito l'anno scorso anche in Italia (Ponte alle Grazie, 2008). Nei prossimi anni, decine di comprensori sciistici, che già oggi consumano quantità enormi di energia e acqua per alimentare gli impianti di innevamento artificiale, potrebbero essere spinti dal cambiamento climatico a spostarsi verso quote più alte, abbattendo foreste e spianando pascoli per costruire nuove piste e impianti di risalita, devastando il fragile ecosistema alpino con strade e nuove colate di cemento per alberghi e seconde case che saranno usati solo per poche settimane l'anno.
E allora, cosa fare? La proposta di Legambiente è cominciare a sostituire al "turismo delle speculazioni immobiliari" un'impresa turistica di qualità, più sobria nel consumo di energia e meno dipendente da una domanda così concentrata stagionalmente e legata alla variabilità climatica.
La ricetta prevede escursioni nelle aree protette, percorsi d'interesse naturalistico e culturale, passeggiate nella neve con le ciaspole, gli scarponi o gli sci da fondo, visite a borghi storici e degustazione di prodotti tipici, benessere e termalismo, occasioni di socializzazione con le comunità ospitanti.
Una proposta di "turismo dolce", meno invadente e più rispettoso degli spazi naturali e dei delicati equilibri del paesaggio culturale della montagna italiana. Un risposta possibile alle nuove minacce che incombono sulle cime alpine, ma anche alle nuove esigenze dei turisti, sempre più consapevoli che la montagna innevata non è solo sci.

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