Autore
Viaggi attivi nel cambiamento, immersi nella natura e nelle culture. Un’azienda italiana propone alle imprese attente alla sostenibilità percorsi di formazione, in Italia e all’estero, con un minimo comune denominatore: avere ricadute positive e durevoli sui territori e le comunità
Macchina fotografica, mappe, Gps, caschetto e bici. Così equipaggiati, uomini e donne di Italcementi sono impegnati da qualche tempo in un progetto per realizzare itinerari cicloturistici in tutta Italia. I primi, in provincia di Bergamo e nella zona di Colleferro (Roma), sono già a disposizione sul sito www.ital-bike.it.
La regia di questa “avventura”, che mette insieme viaggio, formazione e creazione di valore per i territori, è di Map Responsibility, nata da una costola di Map srl e specializzata in responsabilità sociale d’impresa. MR propone un nuovo concetto di team building, che porta a lavorare direttamente sul campo al servizio delle comunità. I partecipanti sono impegnati in progetti con obiettivi concreti e veri “committenti”: università, parchi e aree protette, enti locali, associazioni, ong.
“Ogni progetto –spiega Marco Lazzarato di MR– è studiato insieme all’azienda e condiviso con i partner/committenti. All’inizio abbiamo incontrato molta titubanza, soprattutto da parte di questi ultimi che temevano di dover gestire persone non qualificate.” Invece, una volta partiti, impiegati di compagnie dei settori più disparati si sono rivelati ottimi rilevatori di percorsi e itinerari di mobilità dolce, entusiasti catalogatori di beni culturali, validi supporti per spedizioni scientifiche.
Tra i primi progetti sviluppati da MR ci sono campagne di monitoraggio sui vulcani delle Eolie e in Centro America, coordinate dai vulcanologi delle Università di Firenze e del Costa Rica, e sui ghiacciai delle Alpi, eseguite con il Dipartimento Scienze della Terra dell’Università di Milano. Ma la vera specializzazione della società restano le azioni per la valorizzazione dei territori in chiave di turismo sostenibile. Nel suo curriculum ce ne sono già parecchie. Oltre al progetto Ital-bike, ci sono due interventi realizzati in Sardegna, nel Parco della Maddalena e nella nuova Provincia del Medio Campidano, che hanno visto 200 persone all’opera sui territori per mapparli e individuare percorsi; uno in Toscana, in provincia di Grosseto, dove lo stesso lavoro è stato fatto per le “Città del tufo”, con il FAI; uno nel Pavese, dove nel 2005 impiegati dell’allora Pirelli Telecom hanno affrontato un viaggio di formazione per aprire una “via verde”sul tracciato della vecchia ferrovia Voghera-Varzi, insieme all’Associazione Greenways. Alla fine vengono prodotti carte, guide, itinerari georeferenziati che rimangono patrimonio delle comunità locali.
Sulle magliette distribuite da Map a chi partecipa ai suoi progetti c’è scritto “l’aula più grande del mondo”. Un aula-mondo che va oltre l’Italia e in cui fin dal principio c’è stata l’Africa, dove l’azienda ha cominciato a lavorare portando persone a fare formazione nel deserto, e ora porta avanti progetti come “More than jewels”, per aiutare comunità rurali specializzate nella realizzazione di manufatti preziosi a cogliere le opportunità offerte dall’economia globale. E da qualche tempo c’è anche il Sud America, dove è nata la Fondazione Puna per la salvaguardia e la valorizzazione dei territori e dei popoli andini, che aspetta anche lavoratori italiani per aiutarla a preservare gli ecosistemi e promuovere il miglioramento della qualità della vita degli abitanti.
Macchina fotografica, mappe, Gps, caschetto e bici. Così equipaggiati, uomini e donne di Italcementi sono impegnati da qualche tempo in un progetto per realizzare itinerari cicloturistici in tutta Italia. I primi, in provincia di Bergamo e nella zona di Colleferro (Roma), sono già a disposizione sul sito www.ital-bike.it.
La regia di questa “avventura”, che mette insieme viaggio, formazione e creazione di valore per i territori, è di Map Responsibility, nata da una costola di Map srl e specializzata in responsabilità sociale d’impresa. MR propone un nuovo concetto di team building, che porta a lavorare direttamente sul campo al servizio delle comunità. I partecipanti sono impegnati in progetti con obiettivi concreti e veri “committenti”: università, parchi e aree protette, enti locali, associazioni, ong.
“Ogni progetto –spiega Marco Lazzarato di MR– è studiato insieme all’azienda e condiviso con i partner/committenti. All’inizio abbiamo incontrato molta titubanza, soprattutto da parte di questi ultimi che temevano di dover gestire persone non qualificate.” Invece, una volta partiti, impiegati di compagnie dei settori più disparati si sono rivelati ottimi rilevatori di percorsi e itinerari di mobilità dolce, entusiasti catalogatori di beni culturali, validi supporti per spedizioni scientifiche.
Tra i primi progetti sviluppati da MR ci sono campagne di monitoraggio sui vulcani delle Eolie e in Centro America, coordinate dai vulcanologi delle Università di Firenze e del Costa Rica, e sui ghiacciai delle Alpi, eseguite con il Dipartimento Scienze della Terra dell’Università di Milano. Ma la vera specializzazione della società restano le azioni per la valorizzazione dei territori in chiave di turismo sostenibile. Nel suo curriculum ce ne sono già parecchie. Oltre al progetto Ital-bike, ci sono due interventi realizzati in Sardegna, nel Parco della Maddalena e nella nuova Provincia del Medio Campidano, che hanno visto 200 persone all’opera sui territori per mapparli e individuare percorsi; uno in Toscana, in provincia di Grosseto, dove lo stesso lavoro è stato fatto per le “Città del tufo”, con il FAI; uno nel Pavese, dove nel 2005 impiegati dell’allora Pirelli Telecom hanno affrontato un viaggio di formazione per aprire una “via verde”sul tracciato della vecchia ferrovia Voghera-Varzi, insieme all’Associazione Greenways. Alla fine vengono prodotti carte, guide, itinerari georeferenziati che rimangono patrimonio delle comunità locali.
Sulle magliette distribuite da Map a chi partecipa ai suoi progetti c’è scritto “l’aula più grande del mondo”. Un aula-mondo che va oltre l’Italia e in cui fin dal principio c’è stata l’Africa, dove l’azienda ha cominciato a lavorare portando persone a fare formazione nel deserto, e ora porta avanti progetti come “More than jewels”, per aiutare comunità rurali specializzate nella realizzazione di manufatti preziosi a cogliere le opportunità offerte dall’economia globale. E da qualche tempo c’è anche il Sud America, dove è nata la Fondazione Puna per la salvaguardia e la valorizzazione dei territori e dei popoli andini, che aspetta anche lavoratori italiani per aiutarla a preservare gli ecosistemi e promuovere il miglioramento della qualità della vita degli abitanti.

COMMENTI (1)
daffy
2009-05-07 00:44:36
Se un giorno potessi permettermi come azienda un'investimento di questo tipo, sarebbe bellissimo. Immagino costi abbastanza elevati (ci si va in gruppo) e almeno una settimana di improduttivit economica .. mi rendo conto dei vantaggi enormi in termini di morale e compattezza di un gruppo dopo un progetto di questo tipo, ma non capisco se i vantaggi su una piccola realt come la nostra sono sensibili tanto da recuperare, magari nell'arco di un anno, l'investimento. Devo approfondire per indagare se è una cosa che si puo' permettere anche una piccola impresa come la nostra. Bella segnalazione comunque :-)