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Per aiutare l’Abruzzo? Andiamoci in vacanza!

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A un mese dal terremoto de L’Aquila, la “regione verde” d’Italia fa appello alla solidarietà dei turisti per dare una mano alla sua rinascita. Non è necessario andare a lavorare per ricostruire, basta regalarsi una vacanza nei Parchi, sulle coste, tra i bellissimi borghi dell’entroterra.

È proprio vero che la cattiva informazione e la paura possono fare più danni del terremoto.  È quello che rischia di succedere in Abruzzo, dove agli effetti devastanti delle scosse di aprile si stanno aggiungendo quelli delle disdette e delle mancate prenotazioni dei turisti. Uno sciame di notizie e silenzi che fa male quanto quello sismico e non riguarda solo la zona de L’Aquila, ma l’intera regione. Eppure non tutto l’Abruzzo è distrutto. Al contrario. È sempre bellissimo e aiutarlo a ritirarsi su può essere un’ottima motivazione in più per sceglierlo come meta di un fine settimana d’inizio estate o per le prossime vacanze.
“Contribuisci alla nostra rinascita. Organizza un viaggio in Abruzzo!”.
La chiamata si legge sulla prima pagina del  sito di NaTourArte, un’associazione di guide turistiche, e dello stesso tono sono vari appelli lanciati da grandi e piccole realtà nazionali e locali. Tra queste La Bella Addormentata d’Abruzzo, associazione pescarese che promuove il turismo responsabile e ha iniziato una campagna per riaffermare che “l’Abruzzo è ancora vivo e vuole raccontare le bellezze del suo territorio”, con l’impegno a destinare parte delle quote delle sue escursioni e dei suoi tour ad associazioni che si occupano di assistenza e ricostruzione. Le proposte vanno dal mare alla montagna, seguono i vecchi tratturi, si fermano in borghi incantati, come Sulmona, patria di Ovidio e dei confetti, o Rosciano, dove è ancora vivo il rito greco-bizantino. E poi, naturalmente, i Parchi: il Parco Nazionale d’Abruzzo, la Majella, il Gran Sasso e il Sirente Velino, tra natura, cultura, artigianato, prodotti tipici, con la possibilità di cimentarsi in laboratori di cucina e visitare botteghe di antiche arti come il tombolo e l’oreficeria.
Dei quattro grandi parchi naturali, hanno subito danni solo il Gran Sasso (www.gransassolagapark.it) e il Sirente Velino (www.parcosirentevelino.it), ma entrambi sono già riaperti e impegnati a farsi “motori della rinascita”. Anche altre aree protette e associazioni che si occupano di ecoturismo sono al lavoro. Ad esempio l’Oasi del Lago di Penne, che accoglierà i “Campi avventura” e le “Vacanze natura” del WWF, così come le altre Oasi della regione.  Al contrario di altri soggetti, che hanno spostato altrove i loro campi estivi, infatti, il WWF conferma il suo calendario per l’Abruzzo e avrà come ospiti un centinaio di ragazzi aquilani.
Non cambia la sua programmazione nemmeno la Boscaglia, associazione di viaggi a piedi che ha il suo cuore al Casale Le Crete, un B&B nei pressi di Tagliacozzo (AQ), e propone tra giugno e luglio vari itinerari tra la Marsica, la Valle di Sulmona, la Majella e il Gran Sasso, due dei quali con la nuova modalità del “cammino profondo” (www.camminoprofondo.it) . “Tocchiamo solo marginalmente le zone colpite –spiega Luca Gianotti, il fondatore dell’associazione, che vive al Casale- e in ogni caso, passata l’emergenza, andare nelle zone del terremoto può essere un modo utile per rendersi conto e testimoniare una solidarietà che continua”. 
Niente turismo del dolore e “voyerismo” quindi, ma un contatto diretto con i luoghi e le persone.

Un primo appuntamento è per il 31 maggio, quando 42 viticoltori abruzzesi aderenti al Movimento Turismo del Vino  invitano gli enoturisti di tutta Italia ad andare a trovarli per “Cantine aperte”. La rinascita sembra cominciata, almeno dal basso!

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