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Costa toscana. A piedi nei parchi

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Percorsi naturalistici, enogastronomici, storici, meditativi. Rigorosamente a piedi. È il primo “Tuscany Coasts and Islands Walking Festival”, una staffetta tra i parchi costieri della Toscana che si concluderà alla fine di ottobre in Maremma.Una staffetta dove vince la lentezza

Si potrebbe definire così il primo “Festival del camminare sulle coste e le isole della Toscana”, una festa per sei parchi, che da aprile a ottobre reggono a turno il testimone per consegnarlo a camminatori esperti e neofiti, grandi e piccini, curiosi e appassionati di natura, ma anche di storia, tradizioni, prodotti tipici. I percorsi, con vari livelli di difficoltà, attraversano luoghi preservati e allo stesso tempo segnati a fondo dall'uomo, dove la natura e la storia hanno costruito insieme combinazioni sempre uniche, come le cave di marmo delle Apuane, le ferriere dell’Elba, le isole-carcere dell’Arcipelago, il bosco mediceo di San Rossore, la Maremma delle zone umide e dei canali di bonifica.

Le prime a partire sono state le sette isole dell'Arcipelago. Dal 3 aprile Elba, Giglio, Capraia,  Gorgona, Pianosa, Giannutri e Montecristo hanno aperto le quinte su uno spettacolo che i turisti balneari dell'estate non vedono quasi mai: campi di asfodeli in fiore, biancospini e orchidee selvatiche, il verde acceso e inusuale regalato da una primavera piovosa, profumi penetranti di elicriso e rosmarino. Le più grandi, come l'Elba, hanno offerto itinerari nella natura, ma anche nell'arte, nel passato minerario, nella storia, dagli etruschi ai Medici, a Napoleone. Le più piccole e inaccessibili, come Gorgona, chiusa ai visitatori perché ospita ancora una colonia penale, hanno acconsentito ad aperture straordinarie.

Ora il testimone passa ai parchi dell’Alta Toscana: Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli e le Alpi Apuane. Ogni fine settimana di maggio c’è una proposta, e anche più di una: la pineta di San Rossore, antica riserva di caccia dei Medici, e le dune della spiaggia, unico tratto di costa toscana chiuso e intatto; i tomboli e le lame della riserva Cornacchiaia, con i sentieri dei carbonai, dei “pinottolai” e dei boscaioli, e la basilica romanica di San Piero a Grado, dove secondo la tradizione sbarcò San Pietro proveniente da Antiochia; il padule di Massaciuccoli con la sua straordinaria fauna ornitologica; l’orto botanico di Pian della Fioba; le grotte e le cave di marmo bianco delle Apuane; la Via Vandelli, storica mulattiera in pietra voluta dal Duca d’Este di Modena. E poi, in giugno, le leggende delle Alpi toscane e delle loro vette antropomorfe: il principe del Monte Pisanino, l’ ”omo selvatico” e l’ ”omo morto” delle Panie, i bimbi del Procinto, per finire con i tappeti di fiori del Corpus Domini a Camaiore e la grande festa del solstizio d’estate nel villaggio di Pruno.

Ultima tappa, in autunno, dal 2 al 25 ottobre, è nel Parco della Maremma con una formula mai sperimentata: “Il parco inizia in città”. Si lascia la macchina a Grosseto, Orbetello o Magliano e da lì ci si muove in pullman fino ai punti di partenza delle escursioni guidate. Verso Alberese, per seguire le orme dei monaci benedettini che fondarono l’Abbazia e il Monastero di San Rabano, o per  raggiungere le torri costiere di Castelmarino e Collelungo, la Pineta Granducale, Cala di Forno, le calette e le zone umide della foce dell’Ombrone, paradiso dei birdwatcher, per i quali c’è anche una proposta ad hoc. Oppure verso Talamone, per arrivare al crinale di Punta del Corvo, seguire gli antichi percorsi doganali, o addentrarsi nella macchia per ripercorrere i sentieri dei leggendari briganti, un po’ criminali un po’ Robin Hood, protagonisti di un tempo non tanto lontano in cui la Maremma era ancora “amara”.

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