Autore
Se dieci anni fa, quando il Brasile divenne una delle prime mete del turismo responsabile italiano, i tour esploravano soprattutto la costa, oggi anche la foresta amazzonica è una destinazione possibile.
Due terzi dell’immensa distesa amazzonica si trovano in territorio brasiliano. Un patrimonio inestimabile di biodiversità, ancora in parte sconosciuto, e sempre più minacciato, che si può scoprire andandoci senza per questo partecipare alla sua distruzione. Anzi! Un turismo rispettoso e attento può contribuire a preservare questo ecosistema così fragile e così prezioso per l’intero pianeta, aiutando chi ci vive a difendersi dalle pressioni economiche che lo erodono. Certo l’Amazzonia non è per tutti, servono spirito d’adattamento, amore per la natura e soprattutto buone guide locali. Come quelle messe a disposizione dei viaggiatori che approdano a Silves e nella Riserva Xixuau-Xiparina, entrambe nello stato brasiliano dell’Amazonas.
Silves è un’isola al centro del grande lago Saracà, non lontano dalla capitale dell’Amazonas, Manaus. Qui le Ong ICEI e Acra hanno sviluppato dal 2003 un progetto di turismo comunitario con i ribeirinhos (abitanti delle rive dei fiumi) e le tribù indigene dei Sateré Mawé, che vivono della raccolta e della lavorazione del guaranà. Si alloggia alla Pousada Aldeia dos Lagos, gestita dai ribeirinhos dell’associazione di protezione ambientale e culturale ASPAC, e da lì si può partire per escursioni guidate attraverso l’Igapò, la foresta allagata, o nelle piantagioni di guaranà, cupuaçu e cacao, o sul Rio delle Amazzoni, dove nuotano i delfini d’acqua dolce e da gennaio a giugno è possibile vedere la famosa ninfea “Victoria Regia”, la più grande pianta acquatica del mondo.
La “Riserva Xixuau-Xiparina” è un'area protetta di 172.000 ettari voluta e gestita dalla popolazione locale con l’aiuto di un piccolo gruppo di viaggiatori di varie nazionalità, tra cui alcuni italiani, che hanno fondato l’Associazione Italia-Amazonia. La Riserva si trova nella zona del Rio Jauperi, 500 km a nord est di Manaus. L’avventura comincia proprio dalla capitale, con un battello fluviale che naviga sulle acque del Rio Negro per 30 ore fino a un piccolo insediamento di malocas, costruzioni tipiche in legno e paglia, che possono ospitare fino a 15-20 persone. Intorno solo fiume e foresta, in parte inesplorata. Ma il lodge dispone di esperte guide cabloco – i meticci indigeni del Rio delle Amazzoni- per condurre i visitatori a scoprire le meraviglie della flora e della fauna locale. In gruppi piccolissimi, 2 o 3 persone al massimo, per non disturbare gli animali. Le giornate passano tra escursioni in canoa, passeggiate in foresta e lungo le rive dei fiumi, birdwatching e pesca, visite ai villaggi vicini, dove si possono incontrare gli abitanti della riserva e comprare prodotti artigianali per sostenere la loro economia.
L’Associazione Italia-Amazonia organizza partenze di gruppo (le prossime sono in programma per 31 luglio, 16 e 26 agosto, 9 settembre) e supporta i viaggiatori indipendenti.
Per Silves ci si può rivolgere per informazioni alla ong Icei oppure seguire i calendari delle partenze di Viaggi Solidali e Viaggi & Miraggi.

COMMENTI