Gli altipiani delle fate
Come un ponte tra passato e futuro, il Parco dei Monti Sibillini protegge natura, cultura e leggende di un territorio unico tenendo la barra dritta sulla sostenibilità
Settantamila ettari di montagne, valli, altipiani tra Marche e Umbria, quattro province, 19 comuni, poco più di 13.000 abitanti. Sono le cifre del Parco dei Monti Sibillini, unico tra i parchi nazionali italiani ad aver aderito alla “Carta europea per il turismo sostenibile nelle aree protette”.
Tra le vette della Sibilla Appenninica, le gole, le grotte, le sorgenti, i boschi e le vie delle fate che formavano la corte dell’oracolo del Monte Sibilla, il parco ha tracciato “sentieri natura” e “sentieri escursionistici” e un “grande anello” di 120 chilometri, da percorrere in 9 giorni, attrezzato di segnaletica e rifugi. Molti sentieri partono dai borghi medievali e seguono gli antichi percorsi della pastorizia. Si possono seguire a piedi, a cavallo, con i muli, in mountain bike, da soli se si ha un po’ d’esperienza, oppure con le guide del Parco.
Sul sito www.sibillini.net si trovano il calendario aggiornato delle escursioni guidate e delle iniziative, le informazioni sui percorsi e i luoghi da visitare, gli indirizzi delle “Case del parco”-i punti di accoglienza dei visitatori-, le aziende dove trovare prodotti tipici e biologici, l’elenco delle strutture ricettive, incluse quelle che hanno ottenuto l’emblema del Parco per la sostenibilità ambientale.

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